Disoccupazione: per Mirabaud AM aumenterà nei prossimi mesi in Europa
Le stime di crescita del Pil del secondo trimestre suggeriscono l’esistenza di significative divergenze all’interno delle economie dell’Eurozona, in cui quelle più colpite dalla crisi sanitaria hanno visto anche flessioni economiche più nette che riflettono i danni subiti durante le chiusure in vigore nel trimestre.
La produzione totale di Spagna, Francia, Portogallo, Italia e Belgio si è ridotta oltre la media dell’Eurozona, che ha registrato un calo del 12,1% nell’ultimo trimestre.
Secondo Gero Jung, capo economista di Mirabaud AM, “per quanto riguarda il mercato del lavoro, notiamo che il tasso di disoccupazione non è aumentato in modo significativo grazie ai programmi governativi che hanno favorito il lavoro part time. È importante notare che l’occupazione in Spagna sta diminuendo rapidamente, in concomitanza con il legame del Paese con l’industria del turismo. In Italia, invece, il numero dei disoccupati è in realtà diminuito, ma questo è dovuto probabilmente a una riclassificazione del numero dei disoccupati che hanno lasciato la forza lavoro effettiva e sono ora inattivi. Nel complesso, gli ultimi sondaggi sono in linea con un’occupazione che continua a soffrire considerevolmente, e ci aspettiamo che la disoccupazione aumenti in modo sostanziale nei prossimi mesi”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.