Difesa, ministro Trenta alla Nato: “Includiamo nelle spese anche altri investimenti non militari”
Roma chiede alla Nato di cambiare il modo in cui calcola la spesa per la difesa. Elisabetta Trenta, ministro della Difesa parlando al Financial Times ha sostenuto che le regole Nato che invitano i paesi membri a spendere il 2% del loro prodotto interno lordo in difesa dovrebbero essere estese anche a investimenti non militari che aumentano la sicurezza civile.
Vi sono parti della nostra spesa che sono correlate alla difesa, ma che non sono incluse nel bilancio della difesa (…) Non sto dicendo che non dovremmo spendere più soldi, ma che dovremmo spendere soldi per cose che non erano precedentemente considerate come spese per la difesa.
Per esempio, secondo il ministro, gli investimenti nella sicurezza cibernetica “dovrebbero essere inclusi nel 2 per cento”. Le dichiarazioni del ministro arrivano alla vigilia di un importante incontro tra i ministri della Difesa della Nato che inizierà mercoledì a Bruxelles.
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Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.