Diesel, Russia valuta modifiche a divieto export
La Russia starebbe valutando una modifica al divieto temporaneo di esportazione di diesel all’estero, consentendo le forniture ai soli produttori e non alle società che comprano da Mosca per rivendere sui mercati esteri. Lo riporta Bloomberg, citando fonti anonime.
A settembre la Russia, il più grande esportatore globale di carburante diesel via mare, ha scioccato i mercati imponendo un divieto temporaneo all’export che include anche la benzina.
Tale restrizione, senza una data di scadenza, mira a domare l’aumento dei prezzi del carburante interno, che contribuisce all’inflazione, in vista delle elezioni presidenziali di marzo.
Al momento, Mosca prevede di ridurre le esportazioni dai suoi principali porti occidentali quasi a zero in ottobre. L’eventuale modifica del divieto potrebbe arrivare già questa settimana.
“Il divieto di esportazione di prodotti petroliferi durerà quanto basta per garantire la stabilizzazione del mercato interno”, ha dichiarato il vice primo ministro russo Alexander Novak.
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La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo