Debito italiano poco attraente per stranieri: quota Btp sotto il 30%

6 Maggio 2021, di Mariangela Tessa

Alla fine del 2020 la quota di debito pubblico italiano nelle mani di investitori non residenti si è attestata sotto il 30%, al 29,8%, ben al di sotto non solo del livelli registrati tra i Paesi della ‘Core Europe’ ma anche degli altri Paesi periferici della Zona euro (i cosiddetti Pigs). Lo evidenzia un approfondimento sul debito pubblico pubblicato oggi dalla Bce nel bollettino mensile.

Alla fine del 2020, Francia e Germania si attestano, rispettivamente, al 48,8 e al 45,4 per cento. Tra gli altri Paesi cosiddetti ‘periferici’, la quota di debito spagnolo detenuta da investitori esteri era pari al 43,9% a fine 2020. In Portogallo era al 49%, i Grecia all’85,6%.

In calo anche la quota di debito pubblico domestico detenuto direttamente e indirettamente dalle famiglie italiane, che si è quasi dimezzata in 20 anni, passando dal 38,2% del 2000 al 18,9% di fine 2020. Nonostante la flessione, l’Italia continua ad essere il paese della Eurozona in cui (togliendo Malta) è più alta la quota di debito detenuta dalle famiglie. Tra i grandi Paesi dell’Eurozona, infatti, in Germania la quota si attesta al 2,4%, in Francia al 12,2% e in Spagna al 9,4 per cento. Nel dettaglio in Italia la quota di debito detenuta in forma diretta è pari al 6,9% mentre quella detenuta in forma indiretta si attesta al 12 per cento.