Dalla spending review risparmiati quasi 30 miliardi nel 2017
Gli effetti della revisione della spesa, coordinata dal Commissario straordinario Yoram Gutgeld ha consentito risparmi strutturali pari a quasi 30 miliardi nel 2017, per poi salire a 31,5 miliardi nel 2018. Lo rivelano i dati della relazione annuale. Nel dettaglio, i risparmi derivanti dalla spending review sono ammontati a 3,6 miliardi nel 2014, 18 miliardi nel 2015, oltre 25 miliardi nel 2016.
“Faccio appello al governo in carica, e a quello che verrà, a non mollare la presa, ci vuole tempo per raggiungere i risultati”, ha commentato Gutgeld, “noi abbiamo beneficiato di una stabilità di tre anni di governo. Il lavoro sugli acquisti è iniziato ad aprile 2014 e ha cominciato a dare risultati due anni dopo e i risultati veri e grandi li darà nei prossimi anni”.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.