Crediti deteriorati: oltre 46 miliardi pronti ad essere ceduti nel mercato italiano

20 Aprile 2017, di Daniele Chicca

La prima edizione del Market Watch NPL (acronimo che sta per non-performing loans, ossia crediti deteriorati) evidenzia come le sofferenze siano più che raddoppiate negli ultimi 7 anni (da 145,7 miliardi nel 2010 a 324,3 miliardi a fine 2016). Di queste, 46,1 miliardi di euro stanno per essere portate sul mercato, su affari indicati come “in corso” o già “annunciati”. La maggior parte delle sofferenze lorde in Italia si concentra nelle società non finanziarie (71,3%). In particolare, i settori Servizi e Costruzioni sono caratterizzati dai trend peggiori, con crescita dei NPL rispettivamente a +480% e +601% da inizio 2009 a fine 2016.

L’Italia settentrionale vanta la maggior parte di crediti deteriorati se si guarda all’ammontare (51,9%, con un balzo del +370% dal 2009), tuttavia il Sud Italia e le Isole vantano la peggior performance nel rapporto di crediti deteriorati su crediti totali erogati, con una crescita di questo indice rispettivamente di quasi 8 punti percentuali per le isole e di 7 punti percentuali per il meridione dal 2011 a fine 2016.

Quanto alle transazioni, nel primo trimestre 2017 sono stati realizzati deal per 2,8 miliardi di euro rispetto ai 4,8 mld nei primi tre mesi del 2016 (-41,6%) ed a 1,0 mld nel Q1 2015 (+169,6%). Nel 2016 i debitori retail e corporate sono aumentati rispetto al 2015, ma a inizio 2017 la categoria di crediti inesigibili a maggior incremento è quella mista, che comprende debitori sia retail sia corporate. Il prezzo delle operazioni chiuse nel primo trimestre 2017 è stato inferiore al 10% del valore nominale.