Coronavirus, Sodexo lancia lo stipendio solidale

6 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

Fornire un sostegno concreto ai collaboratori offrendo loro una possibilità di spending più vicina a quella normalmente a disposizione: è l’impegno di Sodexo, multinazionale che opera nel settore dei servizi integrati per le aziende, a favore dei dipendenti che a seguito dell’emergenza Coronavirus, che ha causato la chiusura dei servizi di ristorazione e la riduzione delle attività lavorative, hanno patito un forte impatto economico.

Questo il principale obbiettivo dell’Employee Relief Program, iniziativa lanciata da Sodexo a livello globale dal valore di 30 milioni di euro che ha coinvolto il Gruppo in tutto il mondo. Ognuno ha fatto la propria parte e oltre 200 top manager hanno rinunciato al proprio bonus per l’anno fiscale 2020.

In aggiunta alla rinuncia del bonus e per i prossimi sei mesi, tutti i membri del Comitato Esecutivo contribuiranno con il 10% del proprio stipendio, Sophie Bellon, Presidente del Gruppo Sodexo, e Denis Machuel, CEO Gruppo, rinunceranno al 50% del proprio compenso. L’Italia è stata tra i primi paesi e tra i più duramente colpiti dal COVID-19. Sodexo Italia ha aumentato il supporto dell’Employee Relief Program con un proprio piano di solidarietà, ha attivato gli ammortizzatori sociali e anticipato il Fondo di Integrazione Salariale per dare sollievo immediato ai lavoratori senza aspettare le lungaggini della burocrazia.

“Tutte queste iniziative rappresentano la giusta misura per garantire il sostegno ai nostri collaboratori e dar loro un forte messaggio di speranza e vicinanza in vista di una nuova normalità che ci impegniamo a costruire assieme – ha spiegato Stefano Biaggi, Presidente e CEO di Sodexo Italia – Stiamo facendo il possibile per aiutarli concretamente dal punto di vista economico garantendo loro il posto di lavoro e con sostegni alla capacità di spesa malgrado la diminuita attività operativa. Voglio esprimere la mia gratitudine nei confronti di tutti i dipendenti, sia coloro che a causa della chiusura di scuole e aziende si sono dovuti fermare loro malgrado, sia coloro che hanno lavorato con coraggio nei presidi sanitari accanto ai medici e ai pazienti”.