Coronavirus, Nomura: nel caso di pandemia, Italia rischia recessione
L’Italia entrerà in recessione nel 2020, a causa delle ricadute economiche dell’epidemia di coronavirus. Lo prevede Nomura, che nello scenario di base prevede che le misure di isolamento della Cina terminino alla fine di febbraio e l’epidemia resti limitata alla Cina.
Nello scenario peggiore, cioè con le misura di quarantena estese a tutto il primo semestre e lo scoppio di una vera pandemia, il Pil della Penisola, secondo il rapporto, potrebbe cadere dello 0,9% nel 2020.
“Considerando il basso tasso di crescita con cui l’Italia sta iniziando quest’anno, ci aspettiamo ora che il Paese entri in recessione nel 2020, con una crescita di -0,1% su base annua, ben al di sotto dell’attuale stima del Governo dello 0,6%”, indica Nomura nel suo scenario base, in un rapporto dedicato all’impatto economico globale del coronavirus.
La stima iniziale, cioè ante-epidemia, di Nomura prevedeva per il Pil italiano una crescita dello 0,2% quest’anno.
Breaking news
La borsa di Tokyo ha chiuso con una performance mista: l’indice Nikkei ha subito una lieve flessione dello 0,17%, mentre il Topix ha guadagnato lo 0,45%. Gli investitori sono concentrati sugli sviluppi in Medio Oriente, con il prezzo del petrolio ancora elevato. Anche la borsa di Seul ha registrato un aumento con l’indice Kospi in crescita dello 0,74%.
Banco Santander SA ha registrato un utile netto nel secondo trimestre che ha superato le stime degli analisti, continuando ad aggiungere milioni di clienti. La banca ha acquisito 12 milioni di clienti negli ultimi 12 mesi e prevede un riacquisto di azioni per circa 1,8 miliardi di euro. La presidente esecutiva Ana Botin ha dichiarato che Santander continuerà a investire in opportunità di crescita redditizia, puntando sull’intelligenza artificiale per raggiungere i suoi obiettivi di profitto.
Il presidente Donald Trump ha annunciato che i produttori di farmaci generici avranno due anni per trasferire la produzione negli Stati Uniti, altrimenti dal 2028 dovranno affrontare un dazio del 100% sulle importazioni. Questa misura potrebbe aumentare i costi per i produttori e causare un incremento dei prezzi e possibili carenze di trattamenti generici.
Il calo dei prezzi dei carburanti ha contribuito a ridurre l’inflazione nel Regno Unito al livello più basso da oltre un anno, offrendo un po’ di sollievo alle famiglie. Il nuovo Primo Ministro, Andy Burnham, ha promesso di affrontare il costo della vita. I prezzi al consumo sono aumentati del 2,6% nei 12 mesi fino a giugno, in calo rispetto al 2,8% del mese precedente.