Conte difende il Dpcm: “Non sono pentito, non posso seguire il sentiment dell’opinione pubblica”

28 Aprile 2020, di Alberto Battaglia

E’ duello a distanza fra Matteo Renzi e Giuseppe Conte sui contenuti dell’ultimo Dpcm, che predispone le regole per la Fase 2 della lotta al coronavirus. Il presidente del Consiglio, in un’intervista pubblicata su La Stampa, ha rivendicato le scelte fatte nel nome della prudenza: “Capisco il sentimento di frustrazione e di contrarietà. Ma per capire la situazione che stiamo vivendo mi attengo a un esempio e a un semplice calcolo che riguarda la vita di tutti noi. Se un paziente solo, il famoso paziente uno, è riuscito a far esplodere un focolaio e a scatenare un contagio tale da obbligarci a chiudere l’intera Italia, riuscite a immaginare cosa potrebbe succedere con 100 mila casi positivi, quali sono quelli attualmente accertati? Senza contare che in questo momento sicuramente ci sono anche positivi non accertati”.

“Non sono pentito”, ha affermato il premier, in risposta alle polemiche sollevate dall’ultimo provvedimento sulla Fase 2, ammettendo di essere consapevole dei malumori che serpeggiano nell’opinione pubblica: “Non posso permettermi di seguire il sentiment dell’opinione pubblica che pure comprendo nelle proprie emozioni. La bussola che guida l’azione e le scelte del governo sono le valutazioni che hanno e devono continuare ad avere una base scientifica. È mio dovere attenermi a questa”.

Il leader di Italia Viva, da parte sua, ha attaccato il Dpcm sulla Fase 2 definendolo, in un’intervista pubblicata oggi su Repubblica, come uno “scandalo costituzionale”.