Consumi italiani non ripartono, segnali di debolezza da Confcommercio
Segnali di debolezza nei consumi italiani. L‘indicatore dei ConsumiConfcommercio (ICC) ha registrato a febbraio 2017 una diminuzione dello 0,1% rispetto a gennaio ed un aumento dello 0,1% su base annua. Lo comunica Confcommercio, specificando che i consumi, sulla base delle indicazioni che emergono dalla media mobile a tre mesi), continuano a mostrare un profilo di crescita modesto, con un’evoluzione che, seppure in contenuto miglioramento dall’estate del 2016, appare molto debole e inadeguata a produrre stimoli significativi alla ripresa.
“Questa dinamica è in linea con un quadro macroeconomico in cui andamenti non univoci ed altalenanti delle diverse variabili sono testimonianza delle incerte prospettive dell’economia italiana. Il calo registrato, in termini congiunturali, dall’ICC a febbraio, dopo tre mesi di crescita modesta, è il risultato di una invarianza della componente relativa ai servizi e di un calo dello 0,2 % della domanda relativa ai beni” si legge nel sito di Confcommercio.
Breaking news
L’apertura di Wall Street vede il Dow Jones in crescita grazie a un potenziale accordo USA-Iran, mentre SpaceX continua il suo rally post-IPO. La società ha visto un significativo aumento del valore delle sue azioni, avvicinandosi a superare Amazon per capitalizzazione di mercato.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.