CONSIP, carabiniere: Woodcock o maresciallo avvertirono Tiziano Renzi

31 Gennaio 2018, di Daniele Chicca

“Restano ancora tante domande a cui qualcuno deve rispondere: chi ha informato che Tiziano Renzi aveva il telefono sotto controllo? Di certo non l’ho fatto io. Quell’informazione era in possesso di tre persone: del sottoscritto, del dottor Woodcock, e di un maresciallo. Non ne parlammo con nessun altro. Chi ha dato quell’informazione? Io aspetto una risposta”. Lo ha detto il maggiore dei carabinieri, Giampaolo Scafarto in seguito all’interrogatorio di garanzia relativo all’ordinanza interdittiva che è stata emessa a suo carico e che lo sospende dal servizio. L’ufficiale dell’Arma è indagato per falso, rivelazione di segreto d’ufficio e depistaggio nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta stralcio sul caso Consip. Scafarto si è difeso cercando di scaricare colpe su altre persone. Secondo i pm di Roma avrebbe cercato di portare le indagini verso Tiziano Renzi, il papà dell’ex premier.

“Io non ho mai avuto nulla contro Tiziano Renzi, anzi, ricordo di aver corretto l’informativa redatta da un mio collaboratore che aveva erroneamente attribuito a Marco Carrai una conversazione riconducibile ad altra persona”, ha aggiunto Scafarto. “Sono molto provato dall’intera vicenda. Sono sempre stato leale e corretto nei miei 23 anni di servizio. Soprattutto riguardo l’indagine, la mia condotta non ha mai in nessun modo messo in pericolo l’inchiesta. Io non ho mai rivelato a nessuno di essere indagato; non ho mai inviato informazioni riservate, che non dovevano essere conosciute, a qualcun altro”,