Confindustria si schiera a favore della riforma costituzionale
E’ arrivato un avallo importante alla riforma costituzionale targata Renzi: quello del Consiglio Generale di Confindustria, che, in occasione del referendum di ottobre si schiera dalla parte del ‘Sì’.
E’ in particolare il superamento del bicameralismo perfetto, che garantirebbe tempi legislativi più rapidi e un minor ricorso ai decreti legge del governo a comparire fra le righe dell’intervento della Confederazione degli industriali:
L’appoggio del Consiglio Generale alla riforma per quanto “migliorabile” è “una scelta a favore della governabilità, della competitività e del valore della responsabilità. La riforma costituzionale guarda all`interesse generale del Paese nel medio-lungo periodo e va sostenuta, quindi, a prescindere dalla situazione politico-elettorale del momento”.
Altri punti importanti della riforma, per Confindustria, sono la semplificazione e la modernizzazione dei rapporti tra i diversi livelli di governo (con la distinzione netta fra poteri legislativi regionali e centrali), l`introduzione di misure di efficientamento della finanza pubblica.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.