Cina, Standard Chartered: debito globale triplicato dal 2009
Il debito globale della Cina è triplicato dal 2009. Lo dice Standard Chartered come riporta oggi Bloomberg secondo cui oggi il rapporto debito/reddito delle famiglie cinesi è più alto che negli Usa. La Cina, scrivono gli analisti, rimane uno dei tre paesi ad alto rischio, insieme a Argentina e Turchia.
“La Cina rimane la nostra più grande preoccupazione in termini di leva. La buona notizia è che anche nello scenario di bassa probabilità di una crisi del debito in Cina, l’impatto a catena su altri mercati sarebbe probabilmente limitato a un calo della domanda, anche se l’aumento della proprietà straniera di titoli cinesi potrebbe far salire i rischi”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.