Cgia: micro-imprese asse portante dell’economia
Oltre 4 milioni le imprese con meno di 20 dipendenti che si contano in Italia. Poche ma buone in verità visto che riescono a dare lavoro ad un esercito di 8 milione di persone, pari al 56,4% di tutti gli addetti del settore privato italiano. Questi i numeri individuati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, come segnala il Segretario Renato Mason.
“Le nostre micro aziende rappresentano l’asse portante dell’economia del nostro Paese e assolvono anche un ruolo sociale importantissimo. Purtroppo, ce ne accorgiamo quasi sempre troppo tardi, ovvero quando non ci sono più. Le chiusure di tantissimi piccoli negozi e botteghe artigiane avvenute in questi ultimi anni, infatti, hanno reso i centri storici e, soprattutto, le periferie delle nostre città più insicure e meno vivibili”.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.