Centrale del Latte d’Italia: ricavi +17,1% nel 1H 2023
Centrale del Latte d’Italia, quotata nel segmento Star di Borsa Italiana, ha reso noti i risultati del primo semestre 2023. L’azienda è attualmente il terzo player più importante nel mercato del latte fresco e a lunga durata in Italia.
CLI ha registrato un fatturato di 169,8 milioni nel primo semestre 2023, rispetto ai 145,0 milioni al 30 giugno 2022, con un incremento del 17,1%.
Questo è stato possibile grazie alla capacità dell’azienda di attrarre nuova clientela nel settore Dairy e a un aumento del prezzo medio di vendita, conseguenza dell’inflazione che ha caratterizzato anche i primi sei mesi del 2023.
L’Ebitda del primo semestre si attesta a 15,6 milioni di euro, con un Ebitda margin del 9,2%, in aumento rispetto all’8,2% del primo semestre 2022.
L’utile netto è pari a 3,6 milioni in crescita rispetto ai 2,3 milioni di euro al 30 giugno 2022.
La posizione finanziaria netta di CLI è migliorata di 14 milioni, passando da -58,7 milioni al 31 dicembre 2022 a -44,7 milioni al 30 giugno 2023.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo