11:02 martedì 28 Dicembre 2021

Carbon Credits: prezzi record oltre 90 euro. I cinque fattori che hanno sostenuto il trend rialzista

Record storico sul mercato europeo dei carbon credits i cui prezzi nel 2021 hanno superato il valore di 90 euro. Un trend di crescita che prosegue da diversi mesi e che ha visto ogni “diritto alle emissioni” passare da circa 20 euro del 2020 ai 50 euro durante l’estate del 2021 per attestarsi, dopo il picco di novembre, a circa 80 euro nei giorni scorsi.

I Carbon Credits sono quindi, di fatto, diventati anche una nuova asset class “sostenibile e cinque sono i fattori alla base dell’accelerazione nel trend rialzista. A indicarli Diego Franzin, Head of Portfolio Strategies Plenisfer Investments SGR S.p.A.

I cinque fattori alla base dell’accelerazione nel trend rialzista

L’accelerazione nel trend di crescita del prezzo dei Carbon Credits è riconducibile secondo l’esperto a questi diversi fattori:

  1. Fattore COP26: la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si è conclusa a Glasgow lo scorso 12 novembre, ha generato un’elevata attenzione sui Carbon Credits anche alla luce dei nuovi obiettivi minimi di decarbonizzazione fissati al 2030, ovvero un taglio del 55% delle emissioni di Co2 rispetto al 2010. Particolare attenzione è stata dedicata all’evoluzione del sistema di scambio dei Carbon Credits verso uno schema non più regionale, ma globale. Su questo fronte, è stata indicata l’intenzione di creare il “Meccanismo di sviluppo sostenibile”, ovvero un nuovo mercato internazionale controllato dalle Nazioni Unite, che prevedrà un sistema centralizzato, aperto al settore pubblico e privato, e un secondo sistema bilaterale separato, che permetterà ai Paesi di scambiare crediti per raggiungere i propri obiettivi di decarbonizzazione. L’EU ha parallelamente confermato l’intenzione di voler ampliare l’ambito di compensazione obbligatoria delle emissioni a ulteriori industrie ad elevato impatto ambientale, rispetto alle 3 oggi previste (produzione di energia, manufatturiero e aviazione) e di voler adottare un “carbon border adjustment mechanism”, che consentirà di applicare un carbon price anche ai prodotti ad elevato impatto ambientale realizzati in Paesi che non prevedono meccanismi di carbon pricing , per contrastare la disparità di costi connessi alla produzione tra operatori europei ed extraeuropei.

 

  1. Fattore tedesco:  recentemente il nuovo Governo di coalizione tedesco ha espresso sostegno ai piani della Commissione Europea per rafforzare e riformare l’attuale sistema di scambio di quote di emissioni e, in particolare,  per fissare un prezzo minimo dei Carbon Credits pari a 60 euro, sottolineando che tale valore potrebbe essere fissato in prima battuta a livello nozionale qualora i prezzi del carbonio scendessero al di sotto di tali livelli nei prossimi anni e l’UE non riuscisse nel frattempo a concordare una misura simile.

 

  1. Fattore ESG: Il mercato libero dei Carbon Credits (Voluntary Carbon Market “VCM”) ha dimensione globale e opera su base volontaria: imprese, organizzazioni o anche individui, che vogliono neutralizzare o ridurre le emissioni generate dalla propria attività, possono acquistare e utilizzare Carbon Credits su tale mercato. La crescente attenzione del pubblico, delle imprese e organizzazioni e degli investitori verso tematiche ESG, ha alimentato lo sviluppo del VCM, con conseguenti ricadute positive sul valore dei Carbon Credits.

 

  1. Fattore 2021:l’ultimo trimestre dell’anno è il periodo in cui le aziende sottoposte a compensazione obbligatoria delle emissioni comprano eventuali crediti aggiuntivi necessari a coprire la totalità di Co2 che stimando di aver generato nell’esercizio in chiusura. In un anno come il 2021, caratterizzato da ripartenza dell’economia e quindi delle attività produttive, è ipotizzabile che gli acquisti di Carbon Credits aggiuntivi siano stati più elevati di quanto stimabile a inizio anno.

 

  1. Fattore Gas: l’aumento del prezzo del gas ha reso più conveniente l’utilizzo di carbone nelle attività produttive, nonostante l’incremento del prezzo dei Carbon Credits. Tale incremento nell’utilizzo del carbone potrebbe aver ulteriormente trainato la domanda di acquisto dei Carbon Credits e, quindi, il loro valore.

 

 

Breaking news

16:45
Wall Street apre contrastata: Dow Jones apre a +0,46%, Nasdaq cede lo 0,25%

Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.

13:54
Usa, in aumento le richieste di mutuo: +1,9% in una settimana

Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.

13:34
Eni prosegue col buyback: acquistate 4,6 milioni di azioni proprie

Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.

12:54
Vard firma contratto per navi multifunzione con Trinity House: investimento da 220 milioni di euro

La norvegese Vard, parte del Gruppo Fincantieri, costruirà due navi multifunzione per Trinity House, destinate alla manutenzione di boe e fari nel Regno Unito. Il contratto, del valore di oltre 220 milioni di euro, è parte di un programma di rinnovo flotta e garantirà servizi di navigazione sicuri ed efficienti.

Leggi tutti