Brunello Cucinelli: fatturato in crescita di oltre il 14% nel primo semestre 2024
Il Consiglio di Amministrazione della casa di moda Brunello Cucinelli ha esaminato i dati di fatturato preliminari relativi al primo semestre del 2024. I ricavi hanno raggiunto i 620,7 milioni di euro, segnando una crescita del +14,1% a cambi correnti e del +14,7% a cambi costanti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le vendite hanno registrato incrementi notevoli in tutte le aree geografiche: le Americhe hanno visto una crescita del +19,4%, l’Europa del +9,0% e l’Asia del +14,3%.
Questo sviluppo positivo si estende anche ai diversi canali di vendita, con il retail che cresce del +14,7% e il wholesale del +13,1%.
Nel secondo trimestre le entrate sono state pari a 312 milioni
di euro, superiori rispetto ai 309 milioni di euro del primo trimestre.
Tali risultati, insieme all’avvio promettente delle vendite delle collezioni Autunno-Inverno 2024, permettono all’azienda di prevedere un incremento solido del fatturato per il 2024, stimato intorno al +10%, mantenendo un profitto equilibrato e sostenibile.
Brunello Cucinelli ha anche confermato la prevista conclusione del progetto di espansione della fabbrica in Solomeo nel 2025. Questo investimento rientra nel piano di raddoppio della capacitĂ produttiva e del fatturato entro il 2030.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo