Brexit: UK deve ricostruire la sua rete di accordi commerciali
Le elezioni in Uk hanno conferito un mandato molto chiaro ai Conservatori per procedere sul cammino della Brexit. Anche se sembra semplice, l’attuazione non sarà facile afferma Silvia Dall’Angelo, Senior Economist, Hermes Investment Management.
Secondo l’esperta, è fondamentale che il Regno Unito ricostruisca la sua rete di accordi commerciali, che difficilmente sarà priva di attriti.
L’eliminazione dell’incertezza sul tema del divorzio è una buona notizia per le prospettive economiche a breve termine. La crescita ha subito un notevole rallentamento negli ultimi anni, a riflettere l’impatto dell’incertezza legata alla Brexit sugli investimenti delle imprese. Al graduale diminuire del livello di incertezza, la crescita e gli investimenti delle imprese registreranno probabilmente una modesta ripresa nella prima metà del 2020. Anche i recenti sviluppi incoraggianti sulla scena internazionale – in particolare per quanto riguarda un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina – dovrebbero contribuire a breve termine. Tuttavia, con la nuova sequenza di scadenze relative alla negoziazione di un accordo commerciale con l’UE, l’incertezza riemergerà probabilmente nel corso del prossimo anno, e sarà probabilmente accompagnata da una nuova volatilità sulla sterlina e sugli asset del Regno Unito. Infatti, secondo l’accordo in discussione, il periodo di transizione terminerà alla fine del 2020 e qualsiasi proroga dovrà essere concordata entro luglio, aspetto che potrebbe creare nuovi effetti di “cliff-edge”. Inoltre, non c’è chiarezza sugli accordi commerciali che potrebbero essere creati tra il Regno Unito e il resto del mondo, fonte questa di incertezza per il Regno Unito in termini di prospettive a medio e lungo termine”.
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I principali indici di Wall Street iniziano la giornata con cautela a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, alimentate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. L’inflazione negli Stati Uniti segna un aumento significativo, influenzata dall’incremento dei prezzi energetici. Il mercato azionario osserva con attenzione i dati macroeconomici, mentre il Dow Jones e l’S&P 500 mostrano movimenti contrastanti.
Le richieste di sussidio alla disoccupazione negli Stati Uniti hanno superato le previsioni, raggiungendo 215.000 unità nella settimana al 22 maggio. Questo aumento è stato maggiore del previsto, con un incremento di 5.000 unità rispetto alla settimana precedente. Anche la media delle ultime quattro settimane è cresciuta, segnando un possibile segnale di allerta per il mercato del lavoro.
L’economia americana mostra una crescita deludente nel quarto trimestre del 2025, con un PIL rivisto al ribasso. Le spese personali reali, principali motori della crescita, sono in calo rispetto alle stime precedenti. L’indice PCE, importante per monitorare l’inflazione, segna un aumento come previsto dagli analisti.
Le esportazioni di merci dell’Unione Europea hanno subito un significativo calo nel primo trimestre, con riduzioni marcate verso Stati Uniti, Turchia e Cina. Secondo Eurostat, le esportazioni complessive sono diminuite dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le importazioni sono calate del 3,3%.