Brexit, State Street: cosa cambia per commercio, economia e mercati
La vittoria del fronte del “Leave” nel voto sulla Brexit ha implicazioni dirette su mercato ed economia occidentale. Rick Lacaille, Global Chief Investment Officer, State Street Global Advisors, dice che per quanto riguarda il medio-lungo periodo gli osservatori saranno diffidenti sull’impatto che il voto avrà sullo sviluppo degli altri movimenti nazionalisti e protezionisti – sia in Europa che altrove. “In Europa, i partiti nazionalisti avranno un ruolo sempre più centrale nelle elezioni del prossimo anno in Germania e Francia”. Senza contare il voto tra due giorni in Spagna.
“Le conseguenze si riverseranno probabilmente sul libero mercato, sia per quanto riguarda il commercio e la mobilità lavorativa che per quanto concerne gli investimenti esteri. L’Unione Europea avrà un ruolo importante nel creare equilibrio e nell’agevolare un’uscita rapida del Regno Unito in modo da ridurre i rischi il più rapidamente possibile, e allo stesso tempo scoraggiare movimenti simili in altri paesi”.
Nelle settimane che hanno preceduto il voto tutti gli organismi finanziari e commerciali internazionali, tra cui il Fondo Monetario Internazionale, La Banca Mondiale, la Banca d’Inghilterra, e il WTO hanno espresso le proprie preoccupazioni rispetto a un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. “Tra i rischi sono stati menzionati il rallentamento della crescita globale, la stabilità del commercio, del mercato, degli investimenti stranieri e dei mercati finanziari. L’esito dell’uscita potrebbe far sì che questi timori diventino realtà ”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.