Brexit, in Scozia il parlamento vota contro il processo di addio all’Ue
Con un voto dal grande valore simbolico, la Scozia si è rifiutata di fare scattare l’articolo 50 dei Trattati di Lisbona. Il parlamento ha infatti votato contro il progetto di legge del governo britannico sulla Brexit, volto ad avviare il processo di addio all’Unione Europea da parte del Regno Unito, un paese di cui la Scozia fa parte. Sono stati 90 i politici scozzesi ad esprimere la loro contrarietà, contro i 34 che hanno invece votato a favore del disegno di legge già approvato dal Parlamento inglese.
Il voto, tuttavia, non è vincolante, bensì soltanto indicativo. In sostanza non cambia nulla in concreto nella marcia di Londra verso la Brexit, ma il risultato potrebbe essere usato a fini politici, nel caso per esempio si tentasse di indire un secondo referendum sulla Brexit esclusivamente in Scozia. Nel voto popolare del 23 giugno del 2016, la stragrande maggioranza del popolo scozzese si è schierata con il fronte del Remain. In tutto il Regno Unito il frangente del Leave ha vinto con il 52% dei consensi.
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Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.
Poste Italiane ha registrato ricavi record di 6,8 miliardi di euro nel primo semestre 2026, grazie a una crescita in tutte le aree di business. L’utile netto è aumentato del 4%, mentre la raccolta netta nei prodotti di investimento ha raggiunto 2,7 miliardi di euro. La strategia aziendale è stata ulteriormente rafforzata con un nuovo accordo per la distribuzione del risparmio postale e un focus sull’intelligenza artificiale.
Intel ha sorpreso Wall Street con una previsione di fatturato che supera le stime, grazie all’aumento della domanda nel settore dei data center. Le vendite previste per il terzo trimestre si attestano tra i 15,8 e i 16,8 miliardi di dollari, spingendo il segmento dei chip per l’intelligenza artificiale a crescere del 59% nel trimestre precedente.