Brexit, Hammond: “Nessuno vuole file di camion alle frontiere”
LONDRA (WSI) – Non è nell’interesse di nessuno sul continente europeo avere file di camion alle frontiere. A dirlo Philipp Hammond, ministro delle finanze inglesi che si è detto fiducioso nel trovare un accordo con l’Ue.
Tutti, nella Ue e in Gran Bretagna, vogliono negoziare al fine di tutelare i propri interessi. Non è nell’interesse di nessuno sul continente europeo avere file di camion. Non è nell’interesse di milioni di lavoratori Ue che producono quotidianamente beni che vengono venduti in Gran Bretagna (…) Non è nell’interesse dei contadini francesi che inviano prodotti freschi ogni giorno in Gran Bretagna che ci siano le code di camion. Di conseguenza, sono molto fiducioso che non si arriverà al peggior risultato per tutti. Sarebbe ridicolo.
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American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.