Brexit, allarme Acea: “in caso di no deal settore auto rischia perdite per oltre 100 miliardi”
Mentre i negoziati tra Londra e Bruxelles per la Brexit appaiono tutti in salita, l’ACEA lancia l’allarme. “A causa della Brexit il settore auto rischia perdite per 110 miliardi di euro in 5 anni” spiega l’associazione europea di produttori di auto, aggiungendo che senza un accordo, gli scambi commerciali ricadranno sotto le regole del WTO, imponendo dazi del 10% per le auto e sino al 22% per i furgoni.
Secondo le stime dell’Associazione è a rischio la produzione di 3 milioni fra auto e furgoni, un duro colpo per un settore che impiega 14,6 milioni di persone, è responsabile del 20% della produzione mondiale di autoveicoli e spende circa 60,9 miliardi di euro all’anno in innovazione.
“L’industria chiede ai negoziatori di assicurare urgentemente un accordo a tariffe zero, che comprenda regole moderne ed eviti frammentazioni regolamentari”, sollecita l’ACEA, assieme alla European Association of Automotive Suppliers (CLEPA) ed a 21 autorità nazionali del Blocco.
“La posta in gioco è alta per l’industria automobilistica europea. Dobbiamo assolutamente avere un ambizioso accordo commerciale UE-Regno Unito entro gennaio. Altrimenti il ??nostro settore, già in difficoltà per la crisi COVID, sarà duramente colpito da un doppio colpo”afferma Eric-Mark Huitema, direttore generale di ACEA.
Breaking news
Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.
La norvegese Vard, parte del Gruppo Fincantieri, costruirà due navi multifunzione per Trinity House, destinate alla manutenzione di boe e fari nel Regno Unito. Il contratto, del valore di oltre 220 milioni di euro, è parte di un programma di rinnovo flotta e garantirà servizi di navigazione sicuri ed efficienti.