Brexit: 1 azienda su 10 rischia bancarotta in caso di ritardi alla dogana
Un’azienda su dieci in bancarotta con i ritardi anche di solo mezzora nei porti inglesi e alla frontiera irlandese se ci sarà una Brexit senza accordo. L’allarme arriva dal un nuovo rapporto che mette in luce i gravi danni derivanti all’economia inglese qualora Londra esca dall’UE senza un accordo.
Secondo il Chartered Institute of Procurement and Supply (CIPS), il mancato raggiungimento di un accordo con Bruxelles prima di marzo potrebbe innescare enormi file di camion ai confini britannici a causa dell’aumento delle pratiche burocratiche e degli assegni per passare la dogana. Da un sondaggio condotto su oltre 1.300 responsabili della catena di approvvigionamento del Regno Unito e dell’UE, emerge che un decimo alle aziende del Regno Unito ha dichiarato che rischierebbe il fallimento se le merci fossero ritardate di 10-30 minuti alla frontiera.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play