Brexit: 1 azienda su 10 rischia bancarotta in caso di ritardi alla dogana
Un’azienda su dieci in bancarotta con i ritardi anche di solo mezzora nei porti inglesi e alla frontiera irlandese se ci sarà una Brexit senza accordo. L’allarme arriva dal un nuovo rapporto che mette in luce i gravi danni derivanti all’economia inglese qualora Londra esca dall’UE senza un accordo.
Secondo il Chartered Institute of Procurement and Supply (CIPS), il mancato raggiungimento di un accordo con Bruxelles prima di marzo potrebbe innescare enormi file di camion ai confini britannici a causa dell’aumento delle pratiche burocratiche e degli assegni per passare la dogana. Da un sondaggio condotto su oltre 1.300 responsabili della catena di approvvigionamento del Regno Unito e dell’UE, emerge che un decimo alle aziende del Regno Unito ha dichiarato che rischierebbe il fallimento se le merci fossero ritardate di 10-30 minuti alla frontiera.
Breaking news
Il CEO di TSMC, C.C. Wei, ha dichiarato che la domanda globale di chip alimentata dall’IA supererà l’offerta per anni. Nonostante l’espansione delle capacità produttive negli Stati Uniti, la domanda americana non sarà soddisfatta completamente. TSMC, leader mondiale nella produzione di semiconduttori avanzati per l’IA, prevede una crescita delle vendite del 30% quest’anno, nonostante le sfide.
La Bank of Japan sta considerando un aumento del tasso di interesse di un quarto di punto percentuale questo mese, con un possibile ulteriore rialzo entro la fine dell’anno.
Le azioni di Broadcom sono scese del 10% nelle contrattazioni estese, dopo una previsione deludente sui ricavi dei chip per l’intelligenza artificiale
Richieste per circa 2 miliardi di euro da parte di investitori istituzionali italiani e internazionali