Borse cinesi in calo: Hong Kong perde lo 0,13%, Shanghai in parità
Chery Automobiles ha vissuto una giornata di debutto in borsa caratterizzata da un inizio esplosivo, con un aumento del 14% nelle prime contrattazioni. Tuttavia, il titolo ha poi rallentato, chiudendo la giornata con un incremento del 3,7%, a 31,92 dollari di Hong Kong, superiore al prezzo di collocamento di 30,75 dollari. Questo risultato ha permesso di raccogliere circa 1,2 miliardi di dollari.
Il contesto generale dei mercati cinesi è stato piuttosto debole. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato una leggera flessione dello 0,13%, nonostante la buona performance del settore tecnologico, che ha segnato un incremento dello 0,89%. A Shanghai, l’indice composto è rimasto praticamente invariato, con una variazione negativa dello 0,01% rispetto alla sessione precedente.
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I mercati dell’oro e dell’argento registrano un significativo rialzo, con l’oro spot che guadagna il 2,3% e l’argento spot che sale del 3,4%. Questo aumento è dovuto al rinnovato appetito per il rischio, seguito dall’accordo tra Stati Uniti e Iran e dalla prospettiva di riapertura dello Stretto di Hormuz.
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento del 5%, segnando un massimo storico, in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran che pone fine alla guerra in Medio Oriente. Il Nikkei ha chiuso a 69.317,50 punti, con un incremento del 4,99%. I settori dell’elettronica e delle costruzioni hanno mostrato significativi guadagni, con Murata Manufacturing, Kioxia Holdings e Taisei in evidenza.
Christine Lagarde, Presidente della Bce, ha evidenziato come l’aumento dei prezzi energetici stia influenzando l’economia con effetti di secondo livello sempre più evidenti
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