Borsa di Tokyo stabile: Nikkei chiude a 49.303,45 punti
ìLa Borsa di Tokyo ha chiuso la giornata senza variazioni significative, con l’indice Nikkei che si è attestato a 49.303,45 punti, praticamente invariato rispetto alla chiusura precedente di 49.303,28 punti. Questo risultato arriva dopo una sessione in cui il mercato giapponese aveva subito un calo significativo, perdendo quasi 1.000 punti.
Il calo di ieri era stato innescato dalle preoccupazioni di un possibile aumento dei tassi di interesse da parte della Bank of Japan nella prossima riunione mensile, una prospettiva che aveva portato l’indice sotto la soglia psicologica dei 50.000 punti, segnando un calo dell’1,9%. La stabilizzazione odierna è stata favorita dall’attenuarsi di queste preoccupazioni, mentre il mercato ha seguito la correzione degli indici statunitensi, che ha influenzato anche il sentiment degli investitori giapponesi.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unitĂ rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play