Borsa di Tokyo corre dopo la tregua: Nikkei ha chiuso a +5,39%
La tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, con l’accordo di Teheran di riaprire lo Stretto di Hormuz, ha portato un’ondata di sollievo nei mercati asiatici. L’indice Nikkei di Tokyo ha registrato un incremento del 5,39%, segnando il più grande guadagno giornaliero dal 2025. Anche l’indice Topix ha chiuso con un aumento del 3,32%.
I settori dei semiconduttori e della metallurgia hanno guidato questi rialzi, con Kioxia Holdings che ha visto un’impennata del 19% e JX Advanced Metals un aumento del 14%. Questi sviluppi hanno contribuito a rafforzare la fiducia degli investitori nei mercati asiatici.
Parallelamente, i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni sono scesi di 4 punti base al 2,365%, un segnale che le aspettative di inflazione elevata si sono temporaneamente attenuate. Questo calo nei rendimenti può essere visto come un riflesso della stabilità economica percepita a seguito della tregua internazionale, offrendo un periodo di respiro per gli investitori.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo