BOND, L'IMPATTO DELLA CRISI GRECA
Di Chris Iggo, CIO Fixed Income di AXA Investment Managers.
C’è un po’ di agitazione nei mercati obbligazionari in questo momento. Tutti vediamo motivi per vendere ma temiamo che quando arriverà il momento non saremo in grado di farlo.
La Grecia potrebbe provocare un terremoto sui mercati del credito, la Federal Reserve potrebbe provocare un’altra oscillazione dei tassi d’interesse ed i traders potrebbero essere tutti in vacanza. Più appare improbabile il raggiungimento di un accordo con la Grecia, più gli investitori resteranno in attesa a guardare.
Si preannuncia un’estate difficile, quindi forse è meglio ridurre il rischio, accumulare liquidità e andare al mare. Se vogliamo essere ottimisti, le valutazioni potrebbero migliorare e potrebbe esserci ampia liquidità da investire quando le acque si calmeranno.
La Banca Centrale Europea può dare stabilità, i titoli di stato europei in scadenza potranno incrementare la liquidità in portafoglio e i fondamentali economici restare ancora positivi. Potremmo essere prossimi ad una fase di risk-off, ma potrebbe seguire un periodo di acquisti frenetici. La seconda metà del 2015 si prospetta molto interessante.
Breaking news
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.
Poste Italiane ha registrato ricavi record di 6,8 miliardi di euro nel primo semestre 2026, grazie a una crescita in tutte le aree di business. L’utile netto è aumentato del 4%, mentre la raccolta netta nei prodotti di investimento ha raggiunto 2,7 miliardi di euro. La strategia aziendale è stata ulteriormente rafforzata con un nuovo accordo per la distribuzione del risparmio postale e un focus sull’intelligenza artificiale.