BofA: utili e ricavi oltre le attese nel secondo trimestre 2017
Conti oltre le attese nel secondo trimestre del 2017 per Bank of America ma il titolo non ne trae giovamento per ora. Mentre l’utile è cresciuto del 10% a 5,27 miliardi di dollari dai 4,78 dello scorso anno, l’utile per azione è risultato pari a 46 centesimi, oltre i 43 della media del mercato.
Nonostante l’indebolimento del 14% delle attività di trading nel mercato obbligazionario, valutario e delle materie prime (FICC), Salgono anche i ricavi a 23,07 miliardi di dollari contro le attese che erano ferme a 21,8 miliardi. Il FICC è calato del 14% su base annuale per via di una performance fiacca dei mercati dei tassi ed emergenti, rispetto al trimestre robusto dell’anno precedente. I ricavi dal trading nell’azionario sono saliti del 3%.
Malgrado i dati positivi nel preborsa i titoli BofA cedono lo 0,3% a 23,95 dollari.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.