Bitcoin scivola sotto i 90.000 dollari
Il Bitcoin è sceso sotto la soglia dei 90.000 dollari per la prima volta da più di un mese. La moneta digitale è scambiata a circa 89.000 dollari, dopo aver raggiunto il suo punto più basso dal 18 novembre.
Il movimento si inquadra nell’ambito di un sell-off diffuso nel mercato delle cripto. Il sentiment è diventato ribassista a seguito delle recenti battute d’arresto, tra cui il più grande hack nella storia delle cripto sull’exchange Bybit e uno scandalo memecoin che coinvolge il presidente argentino Javier Milei.
Il recente tumulto nel mercato delle cripto rappresenta un netto cambiamento rispetto al rally che ha spinto il Bitcoin in alto a seguito dell’elezione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Ora la valuta digitale è leggermente in calo da inizio anno.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play