BCE non cambia le carte in tavola

11 Giugno 2021, di Mariangela Tessa

a cura di Annalisa Piazza, Fixed Income Research Analyst di MFS Investment Management a margine della riunione del Consiglio Direttivo della BCE

La BCE ha deciso di non cambiare le carte in tavola nella riunione del Consiglio Direttivo di ieri, mantenendo invariata la politica monetaria accomodante. Le decisioni evidenziate nella dichiarazione introduttiva sono state prese all’unanimità, salvo alcune sfumature sul ritmo degli acquisti in ambito PEPP, più dibattute.

In generale sembra che abbia prevalso ancora una volta la fronda accomodante del Consiglio Direttivo, d’accordo sull’impatto negativo del tapering sulle condizioni di finanziamento, sul recupero in corso e sull’inflazione nel medio termine. Gli operatori del mercato preoccupati dall’eventualità del tapering sono rimasti rassicurati dal fatto che la Banca Centrale consideri prematuro qualsiasi cambiamento relativo al PEPP. La reazione del mercato è stata benevola dato che la BCE non sembra avere fretta di ridurre la portata della propria politica di sostegno. Gli spread hanno subito un’ulteriore contrazione dopo l’annuncio. I rendimenti core sono attualmente al rialzo, aspetto dovuto principalmente all’impennata dei Treasury USA, saliti grazie alla solidità dell’indice dei prezzi al consumo americano.

L’attuale congiuntura contrassegnata dalla ripresa economica richiede una politica monetaria accomodante, dato che l’inflazione rimane ben al di sotto del target di medio termine del 2%, – nonostante le stime al rialzo sulla sua crescita nei prossimi trimestri; condizioni di finanziamento più rigide comprometterebbero ulteriormente il raggiungimento dell’obiettivo. I rischi di crescita appaiono più equilibrati, ma la BCE ritiene che l’incertezza rimarrà fino a una completa normalizzazione dell’economia.

Con il terzo trimestre alle porte, Il PEPP procederà ad un ritmo significativamente più spedito rispetto agli inizi del 2021, considerando le condizioni di mercato e la stagionalità (notoriamente l’offerta si affievolisce con l’estate). La flessibilità nella direzione del PEPP rimane un fattore chiave.

 

Per quanto riguarda gli altri strumenti di politica monetaria, la BCE ha mantenuto lo stesso orientamento e ha ribadito l’importanza di mantenere un’ampia liquidità attraverso diversi canali (il settore bancario è cruciale) poiché la fase di ripresa sarà contraddistinta da rischi ridotti di strascichi a lungo termine dovuti alla pandemia. È necessaria una transizione regolare per evitare che questi strascichi compromettano ulteriormente la chiusura dell’ampio allentamento nell’economia.

Per quanto riguarda l’inflazione, la BCE continua ad assegnare un carattere momentaneo al picco in corso, guidato dal comparto energetico, dalle carenze nell’offerta e da fattori temporanei. L’inflazione sottostante (specialmente nel settore dei servizi) è spinta dai salari, che mostrano attualmente scarsi segnali di accelerazione e non ci si aspetta una ripresa a breve.

Nel complesso, la riunione della BCE è stata una conferma della volontà di proseguire con una politica di sostegno, di mantenere le attuali condizioni di finanziamento favorevoli ed evitare qualsiasi oscillazione in una ripresa fragile. Ci si aspetta che i mercati riflettano l’attuale accomodamento che continuerà per altri trimestri, con una possibilità maggiore di volatilità in vista della riunione della BCE di settembre, quando sarà probabilmente annunciata la Strategy Review. Fino ad allora, la “mano ferma” permetterà ai mercati di muoversi in una fascia ristretta. I rischi di un aumento dei rendimenti saranno progressivamente determinati dalle scelte degli Stati Uniti.