Bankitalia: ripresa c’è ma occhio ai paesi emergenti
ROMA (WSI) – Il Pil 2015 potrebbe crescere anche avvicinandosi all’1 per cento e in generale la ripresa si è riavviata, ma è necessario consolidarla così come proteggerla dai rischi derivanti dai mercati emergenti.
Ad affermarlo è Bankitalia, tramite le parole del suo vicedirettore generale, Luigi Federico Signorini, nel corso di un’audizione dinanzi alla Commissioni bilancio di Camera e Senato.
Secondo Bankitalia lo scenario macro-economico programmatico 2015-16 del governo “appare in complesso condivisibile”, ma il rischio che gli obiettivi non vengano centrati deriva dalla crisi dei mercati emergenti e dal previsto inasprimento della politica monetaria Usa.
“Il principale rischio è rappresentato dall’eventualità che il rallentamento delle economie in via di Sviluppo si aggravi ed abbia effetti più seri sulle economie avanzate di quanto successo finora e che i problemi delle economie emergenti e l’annunciato inasprimento della politica monetaria americana creino turbolenze sui mercati”.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.