Bankitalia: prestiti in flessione nel 2022
L’anno 2022 ha evidenziato una flessione nel tasso di crescita dei prestiti erogati dalle banche al settore privato non finanziario. Questa tendenza è stata principalmente osservata nelle regioni del Centro e del Nord Italia. Tale fenomeno è stato evidenziato da Bankitalia nel suo recente rapporto sull’economia regionale.
Una delle principali ragioni di questa flessione è il forte rallentamento avvenuto nell’ultimo trimestre del 2022. Questo rallentamento ha avuto un impatto significativo sul tasso di crescita complessivo dei prestiti bancari al settore privato non finanziario.
Guardando al futuro, Bankitalia ha osservato una tendenza preoccupante per il 2023. Nei primi sei mesi del nuovo anno, il credito ha iniziato a contrarsi in tutte le aree geografiche del Paese, ad eccezione del Mezzogiorno. Questa tendenza potrebbe indicare un cambiamento significativo nel panorama dei prestiti bancari in Italia.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unitĂ rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play