Bank of Japan (BOJ) conferma tassi ai minimi storici, propagate misure anti-crisi
Tutto come nelle previsioni. La Bank of Japan ha confermato oggi tassi d’interesse sui minimi storici e negativi (-0,1%), ed ha prolungato di sei mesi le misure eccezionali di sostegno alle società giapponesi, introdotte dalla scorsa primavera, a fronte del peggioramento della pandemia. Prolungato fino a settembre 2021il piano di acquisti aggiuntivi di titoli di debito societari a breve e lungo termine, nonché gli accordi di prestito societario a tasso zero.
Si tratta di decisioni attese dal mercato, in considerazione delle incertezze che caratterizzano ancora il quadro economico generale. La BoJ ha infatti indicato che la pandemia di Covid-19 continuerà ad esercitare “pressioni ribassiste sull’attività economica e sui prezzi per un periodo prolungato”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.