Banche in recupero, ma occhio a indice Bank of America su stress finanziario
Nonostante i rialzi della sessione odierna, l’indice di riferimento dell’azionario europeo, lo Stoxx Europe 600 Index, si appresta ad archiviare la quarta settimana consecutiva in rosso. Lo Stoxx 600 ha perso -4,8% dal massimo testato lo scorso 14 marzo fino alla chiusura delle contrattazioni di ieri. La sua valutazione è ora pari a 14,5 volte gli utili attesi, vicina al minimo in più di un anno, rispetto all’azionario Usa.
Intanto, un indice stilato da Bank of America Merrill Lynch che monitora gli stress presenti sul settore finanziario ha riportato il rialzo settimanale piĂą forte dal mese di febbraio, a livelli che non si vedevano da circa un mese, a conferma di come le banche, nonostante i corposi rialzi di oggi, rimangano ancora fonte di preoccupazione.
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Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.