Banca Nazionale Svizzera lascia tassi invariati
La Banca Nazionale Svizzera ha deciso di mettere in pausa il suo ciclo restrittivo di politica monetaria, lasciando fermo il tasso di riferimento all’1,75%.
La mossa, finalizzata a non appesantire un’economia già stagnante, ha sorpreso gli economisti che si attendevano un ulteriore aumento dei tassi di interesse.
Gli ufficiali dell’istituto elvetico sembrano dunque rassicurati dal fatto che l’inflazione, già al di sotto del tetto del 2% fissato dalla SNB (all’1,6%), non rischia una nuova eccessiva accelerazione. Nel dettaglio, l’inflazione prevista si colloca al 2,2% per il 2023 e il 2024 e all’1,9% per il 2025.
Maggiore preoccupazione, invece, sul fronte della crescita, soprattutto dopo i recenti guadagni del franco svizzero.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo