Banca del Canada tiene fermi i tassi di interesse
La Banca del Canada, guidata dal Governatore Tiff Macklem, ha deciso di mantenere invariato il tasso di riferimento overnight al 5%, il livello più alto degli ultimi 22 anni. Questa decisione, prevista dagli economisti in un sondaggio Bloomberg, segna la terza volta in questo ciclo restrittivo che i responsabili optano per un mantenimento dello status quo. Il costo del denaro è stato aumentato di 475 punti base da marzo 2022.
“Visti i recenti dati che indicano un allentamento della domanda e considerando gli effetti ritardati della politica monetaria, il consiglio direttivo ha deciso di mantenere invariato il tasso di interesse”, ha dichiarato la banca. Tuttavia, gli ufficiali rimangono “preoccupati per la persistenza delle pressioni inflazionistiche sottostanti” e sono “pronti ad aumentare ulteriormente il tasso di politica monetaria se necessario”.
Dopo la decisione, il dollaro canadese ha subito una flessione, invertendo i guadagni precedenti e scendendo a C$1,3642 per dollaro USA. I titoli di stato hanno registrato un calo, con il rendimento del benchmark a due anni del Canada che è salito al 4,664%.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo