Azimut sbarca in Messico: accordo per l’acquisizione di KAAN Capital
Azimut entra nel settore dell’investment advisory in Messico. La società ha firmato un accordo per acquisire il 51% del capitale di KAAN Capital, società di asset management e advisory indipendente specializzata nell’azionario messicano, con una clientela ad alto patrimonio e istituzionale.
Con sede a Città del Messico, KAAN è stata fondata da Alberto Rodriguez e Josè Fierro – attuali Direttore Generale e Direttore Investimenti di Azimut-KAAN – i quali insieme vantano oltre 50 anni di esperienza nel mercato azionario messicano e una storia professionale caratterizzata da comprovate capacità nella gestione di fondi locali e di mandati per clienti istituzionali, fondi sovrani internazionali, fondi pensione e HNWI.
L’industria dei fondi comuni di investimento in Messico ammonta a circa 130 miliardi USD e rappresenta poco meno del 10% del PIL totale, una percentuale esigua se confrontata con quelle delle principali economie dell’America Latina, ha ricordato una nota di Azimut. Più del 70% degli asset è concentrato su strategie di reddito fisso a basso rischio, mentre l’esposizione all’azionario locale ha raggiunto livelli tra i più bassi degli ultimi anni, risultando attualmente tra i più interessanti secondo un approccio value.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.