Axa taglia stime crescita globale, la peggiore dal 2009. Dove investire
Crescita globale rivista al 2,7% dal 3,1% – la peggiore dal 2009 – prezzi del petrolio stabilizzati a 35 dollari al barile e politiche monetarie ancora accomodanti. Queste alcune delle previsioni di Axa Investment Managers, contenute nella strategia d’investimento mensile.
Fra i titoli più colpiti dalle revisioni di Axa figurano quelli statunitensi e quelli legati ai mercati emergenti; in particolare la scarsa produttività e un contesto globale deflattivo contribuiranno alla contrazione degli utili societari americani, circa del 5%.
Axa opta per un alleggerimento dell’esposizione su azioni e obbligazioni high yield, nonostante “appaiano eccessivamente vendute”.
Per quanto riguarda i titoli di stato Axa è neutrale sui bund tedeschi, mentre positiva sui titoli periferici. Un’occhiata più ampia sembra rassicurare sul fatto che né una recessione negli Usa né un serio crollo del mercato cinese siano “imminenti”.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.