Aurubis: truffa nel riciclo del rame, possibili perdite milionarie
Aurubis, il principale produttore di rame in Europa, ha lanciato un allarme sul rischio di perdite milionarie a causa di una truffa massiccia che coinvolge le spedizioni di rottami metallici utilizzati nel suo business di riciclo.
La notizia ha causato una flessione fino al 18% delle azioni dell’azienda, che ha scoperto una carenza significativa di metallo e non prevede di raggiungere la previsione di profitto per l’anno in corso.
L’azienda ritiene che alcuni dei suoi fornitori abbiano manipolato i dettagli relativi ai rottami metallici forniti, collaborando con dipendenti del reparto di campionamento dell’azienda per nascondere il tutto.
L’incidente ha sollevato preoccupazioni riguardo ai controlli di sicurezza di Aurubis, soprattutto dopo che l’azienda ha dichiarato a giugno di aver scoperto furti ai prodotti contenenti metalli preziosi. I due incidenti sembrano essere separati, ha dichiarato un portavoce.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo