Aspi, Riesame: “Castellucci perseguiva interessi di Atlantia con massimi vertici politici”

4 Dicembre 2020, di Alberto Battaglia

L’ex ad di Atlantia e Aspi, Giovanni Castellucci, avrebbe ricercato “accordi ‘di scambio’ ad altissimo livello per evitare la revoca” della concessione ad Autostrade per l’Italia dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova. E’ quanto scrivono nelle motivazioni sulla revoca dei domiciliari ai danni del manager, indagato per attentato alla sicurezza dei trasporti e falso, i giudici del Tribunale del Riesame.

Castellucci si sarebbe mosso nella “consapevolezza delle responsabilità per assoluta inadeguatezza delle manutenzioni (del Morandi, ndr.)”. Una consapevolezza che avrebbe suscitato già nell’agosto 2018 i timori sulla possibile revoca della concessione in quanto “l’inadeguatezza delle manutenzioni” sul Ponte Morandi avrebbero rappresentato una “evidente violazione della convenzione di concessione e, quindi, la sua potenziale decadenza”.

 

“Il perseguimento degli interessi del gruppo (sempre ovviamente avendo di mira anche i propri personali conseguenti compensi) avviene con ‘manovre’ coinvolgenti anche i massimi vertici politici”, hanno sostenuto i giudici del Riesame. Infatti, la mancata revoca della concessione “permetteva a ciascuno di mantenere le proprie posizioni, con concreta opportunità di Castellucci di proseguire nella propria linea di assecondamento delle mancate manutenzioni e degli inadeguati investimenti, presentando poi come eccezionali e isolate le concrete conseguenze, in modo da non dovere provvedere a interventi seriali di risanamento”.