Arrestato Ricucci: soldi e donne a un magistrato

21 Luglio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Nuovi guai per l’immobiliarista Stefano Ricucci che ieri mattina è stato arrestato insieme a Mirko Coppola, per un giro di fatture false di importi fino a 1 milione di euro. Nell’ordinanza di custodia cautelare il gip scrive:

“Hanno mostrato di non avere alcun rispetto del diritto personale e patrimoniale altrui, una spregiudicatezza tipica del professionista e un modello criminale attuato con modalità rapidissime tipiche di una estrema abitualità criminale”.

Tra le posizioni creditorie acquisite vi è un credito Iva pari ad oltre 20 milioni di euro, vantato dalla Magiste Real Estate Property spa nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, in attesa di rimborso in quanto oggetto di contenzioso in Cassazione. Dalle indagini delle Fiamme Gialle sono emerse anomalie sulla regolarità del contenzioso tributario. In particolare le motivazioni della sentenza di secondo grado rappresentano – come scrive il gip –  una sorta di “copia e incolla” delle memorie del contribuente, riproducendone gli stessi contenuti e gli stessi errori di battitura.

Questo secondo il giudice mette in luce la diretta conoscenza di Ricucci con il magistrato Nicola Russo, giudice relatore della sentenza di secondo grado che ha annullato la pretesa fiscale dell’Erario che sarebbe stato corrotto con soldi, auto e donne.

“E’ altamente probabile che il giudice Nicola Russo, magistrato indagato e relatore della Commissione Tributaria Regionale del Lazio, sia stato indebitamente retribuito da Stefano Ricucci in cambio della indebita rivelazione e/o anche dello sviamento della decisione in favore della società del gruppo Magiste. Depongono in tale senso: l’acquisizione di una ingente somma in contanti da parte di Ricucci nel periodo della decisione, gli acquisti di un’auto e di un immobile effettuati da Russo immediatamente dopo la sentenza, la presentazione da parte di Ricucci del Russo e di una donna presso l’hotel Valadier dove i due hanno soggiornato senza essere registrati e pagando in contanti con fattura emessa a nome di una altra persona e lo smodato tenore di vita di Russo”.