Arcuri: “Il prezzo delle mascherine resterà calmierato, speculatori se ne facciano una ragione”
“Il prezzo delle mascherine chirurgiche fissato a 50 centesimi più Iva, quindi a 0,61 centesimi, resterà quello. Purtroppo, per speculatori e categorie simili, ciò è e ciò sarà: se ne dovranno fare una ragione”: è quanto ha dichiarato il commissario straordinario Domenico Arcuri.
“La giungla che abbiamo lambito e la speculazione che abbiamo osservato non c’è e non tornerà”, ha aggiunto ad AdnKronos, “ho letto e ascoltato alcune manifestazioni di una doppia morale: io, che posso permettermi di comprare una mascherina a 5 euro lo faccio, che mi importa se qualche altro cittadino non può farlo? Questo è inaccettabile per gli occhi e per i portafogli dei cittadini. Io potevo comprare le mascherine e mandarle ad ospedali e forze dell’ordine. Poi, avrei potuto girarmi dall’altra parte. Ma non l’ho fatto, nell’interesse dei cittadini, e sono orgoglioso di non averlo fatto”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.