Antitrust: cedolare secca penalizza società come Airbnb

27 Novembre 2017, di Mariangela Tessa

Antitrust dà ragione ad Airbnb. La cedolare secca del 21% sugli affitti brevi, la cosiddetta “tassa Airbnb”  imposta dal governo ad aprile, altera la concorrenza tra gli operatori penalizzando le società che praticano il pagamento digitale, come il gigante Airbnb. Lo ha detto l‘Antitrust in una segnalazione non vincolante inviata ai presidenti delle Camere, al ministero dell‘Economia e all‘Agenzia delle Entrate.

Per l‘antitrust si tratta di “obblighi non proporzionati” che colpiscono maggiormente gli intermediari che fanno “maggiore ricorso ai sistemi di pagamento digitali”, come Airbnb, costretti ad agire da sostituto d‘imposta.

Airbnb ha sempre contestato la norma (introdotta per contrastare l‘evasione fiscale) e ha presentato ricorso al Tar, rifiutandosi per il momento di raccogliere la cedolare.