Anm, età pensione magistrati: “proroga incostituzionale, Renzi ci ripensi”

31 Agosto 2016, di Laura Naka Antonelli

Anm risponde alla decisione del governo di prorogare il pensionamento di diversi magistrati di vertice:

“La scelta del Governo di prorogare con decretazione d’urgenza, per un altro anno, il trattenimento in servizio solo di alcuni dei magistrati che sarebbero andati in pensione il prossimo dicembre, appare inaccettabile sotto diversi aspetti”. E’ l’Anm a sottolineare che “oltre a dimostrare una scarsa lungimiranza nella politica giudiziaria, produce chiare situazioni di disparità di trattamento, è viziata da profili di illegittimità costituzionale, che saranno certamente fatti valere da chi non beneficerà della norma, e crea, per la prima volta nella storia repubblicana, la distinzione, peraltro decisa dall’Esecutivo, tra magistrati di serie A e magistrati di serie B”. E’ un provvedimento -continua la nota – “che, come tutti gli atti legislativi destinati a pochi, pone in essere un grave vulnus costituzionale”. La decisione, insomma, secondo l’associazione, è “viziata da profili di illegittimità costituzionale” perché “produce chiare situazioni di disparità di trattamento”

L’Associazione Nazionale Magistrati “auspica, pertanto, un immediato ripensamento nell’interesse dell’intera magistratura, disorientata e quantomeno sdegnata da questa politica dei “due pesi e due misure”, e di tutti i cittadini, i quali con difficoltà comprenderanno le ragioni di questa scelta”.

Il Consiglio dei ministri ha di fatto approvato il decreto legge che proroga il pensionamento dei magistrati di Cassazione con incarichi direttivi, Consiglio di Stato, Corte dei Conti e avvocatura dello Stato.

La norma consentirà di posticipare l’età pensionabile di diversi magistrati di vertice dato che si creerebbero dall’oggi al domani molti “buchi” negli uffici giudiziari, nell’ordine di 250-300 posti, e tra queste ci sono anche posizioni di peso, come quella del Procuratore generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo, e del primo presidente della Suprema Corte, Giovanni Canzio.