Analisti: “Brexit in bilico, tutto dipendera’ da questi fattori”
NEW YORK (WSI) – In attese del referendum sulla Brexit, “i sondaggi più recenti suggeriscono una (piccola) maggioranza per il campo di chi è a favore dell’uscita dall’UE. Tuttavia, il risultato finale dipenderà principalmente da ciò che il Regno Unito riuscirà ad ottenere dai negoziati in merito alla governance economica, alla competitività del mercato, all’immigrazione e alla sovranità”.
Così scrive in una nota Hans Bevers, Senior Economist di Degroof Petercam AM, che, a questo proposito ricorda, che “le richieste britanniche non sono affatto banali a tale proposito e sembra improbabile che le autorità europee accetteranno facilmente. Allo stesso tempo, Cameron è disposto a mostrare di saper giocare duro, per evitare di ricevere ex post accuse sul fatto che non stesse chiedendo molto. Pertanto, è probabile che il dibattito si intensificherà nelle settimane e nei mesi a venire.
L’economista ricorda inoltre che se e’ vero che “la burocrazia e la regolamentazione dell’Unione Europea sono percepiti in larga parte come costosi e inefficienti” e’ altrettanto vero che “il Regno Unito non vuole neppure rimanerne completamente fuori. Dopo tutto, avere accesso al mercato comune è importante per Londra, con l’UE che conta per più del 50% degli scambi commerciali”.
Da un punto di vista economico “l’impatto derivante da una Brexit è difficile da quantificare. Questo perché ci sono diverse incognite e i modelli macro non sono in grado di cogliere i diversi canali attraverso i quali una Brexit avrebbe un impatto sull’economia. Gran parte degli studi, tuttavia, ritiene che l’impatto di medio termine sul Regno Unito sarebbe negativo e significativo (con il più pessimistico degli scenari che suggerisce una perdita permanente di oltre il 10% del PIL).
L’impatto diretto sull’attività economica dell’UE sarebbe invece più modesto. Ciò detto, il danno reputazionale sarebbe grave e aggiungerebbe ulteriori sfide a quello che sembra già essere un progetto europeo sempre più fragile”
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Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.
Fincantieri, attraverso la controllata norvegese VARD, ha siglato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di una nave da ricerca oceanografica di nuova generazione destinata alle acque profonde
L’Istat ha diffuso le stime preliminari per maggio 2026, evidenziando un’accelerazione dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% su base annua. L’incremento è influenzato principalmente dai prezzi energetici e dei servizi relativi ai trasporti e alla cura della persona.