Alkemy: fatturato in aumento del 17% nel 1° semestre 2023
Alkemy, azienda attiva nell’evoluzione del modello di business per le grandi e medie imprese, ha pubblicato i risultati relativi al primo semestre 2023.
La società ha registrato una crescita significativa del suo fatturato (+17,3% rispetto al primo semestre del 2022), pari a 57,5 milioni, principalmente guidata dall’ampliamento del perimetro del Gruppo e da un focus mirato sui principali clienti, supportato efficacemente dal team Go-to-Market.
Inoltre, l’Ebitda Adjusted ha raggiunto i € 6,0 milioni, segnando un incremento del 10,2% rispetto allo stesso periodo del 2022.
Nonostante la crescita, il risultato operativo (Ebit) ha registrato una flessione del 18,8% rispetto al 2022, dovuta principalmente ad ammortamenti e oneri non ricorrenti. Il risultato di periodo è risultato in calo del 43,2% rispetto al 2022, mentre la Posizione Finanziaria Netta al 30 giugno 2023 è risultata negativa per 35,4 milioni.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo