AD Carige: “fuga risparmiatori a gennaio? Mai vista così”
MILANO (WSI) – Un gennaio da dimenticare per le banche con una maxi fuga dei risparmiatori, ma ora il fenomeno “nell’ultimo periodo sembra essersi fortemente ridimensionato”. A parlare così è l’a.d. di Carige Piero Montani durante la conferenza di presentazione dei conti 2015, in base ai quali oggi l’istituto ha un livello di liquidità di 140% in termini di liquidity cover ratio.
“Quello che ho visto a gennaio non l’ho mai visto nella mia vita lavorativa. C’è stata anche da noi molta gente che si è recata agli sportelli per chiedere informazioni e ci siamo sentiti di dare rassicurazioni. E’ innegabile che c’è stato un momento di tensione e di fibrillazione. Credo si sia verificato dopo l’intervento per le quattro banche salvate (Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, ndr) e si è registrato per tutto il mese di gennaio”.
Come giustificare questo fuggi fuggi generale? Il manager afferma: “il fenomeno è largamente ingiustificato: forse non si sono capiti bene i criteri del bail in“.
Breaking news
Saipem ha annunciato l’aggiudicazione di un nuovo contratto di perforazione offshore dal valore complessivo di circa 260 milioni di dollari
La borsa di Tokyo ha chiuso con una performance mista: l’indice Nikkei ha subito una lieve flessione dello 0,17%, mentre il Topix ha guadagnato lo 0,45%. Gli investitori sono concentrati sugli sviluppi in Medio Oriente, con il prezzo del petrolio ancora elevato. Anche la borsa di Seul ha registrato un aumento con l’indice Kospi in crescita dello 0,74%.
Banco Santander SA ha registrato un utile netto nel secondo trimestre che ha superato le stime degli analisti, continuando ad aggiungere milioni di clienti. La banca ha acquisito 12 milioni di clienti negli ultimi 12 mesi e prevede un riacquisto di azioni per circa 1,8 miliardi di euro. La presidente esecutiva Ana Botin ha dichiarato che Santander continuerà a investire in opportunità di crescita redditizia, puntando sull’intelligenza artificiale per raggiungere i suoi obiettivi di profitto.
Il presidente Donald Trump ha annunciato che i produttori di farmaci generici avranno due anni per trasferire la produzione negli Stati Uniti, altrimenti dal 2028 dovranno affrontare un dazio del 100% sulle importazioni. Questa misura potrebbe aumentare i costi per i produttori e causare un incremento dei prezzi e possibili carenze di trattamenti generici.