AcomeA SGR, PMI italiane: è tempo di cavalcare l’onda ESG

19 Luglio 2021, di Alessandra Caparello

La sostenibilità rappresenterà sempre di più un elemento centrale non solo per le aziende, ma anche per gli investitori e, a dimostrare l’impatto sempre più marcato che questo tema avrà in futuro, è l’ampia percentuale di fondi del Next Generation EU destinata proprio a iniziative green e digitali, innovazioni che le PMI italiane devono saper cogliere per essere pronte a un futuro sempre più incerto.

Proprio il tema della sostenibilità, con una chiave di lettura incentrata sulle piccole e medie imprese, cuore pulsante del tessuto produttivo italiano, è oggetto del Report sulla rendicontazione ESG dell’Aim, redatto da Sustainable Value Investors in collaborazione con AcomeA SGR e presentato nel corso della Digital Round Table “La sostenibilità come nuova strategia d’impresa e di investimento”. Il Report analizza le 149 aziende quotate (al 20 aprile 2021) sul segmento Aim di Borsa Italiana ed evidenzia come, in termini di rendicontazione ESG, le società abbiano ancora ampi margini di miglioramento. Solo la metà delle imprese dell’Aim, infatti, dimostra una focalizzazione proattiva verso la sostenibilità, rilasciando un’informativa ESG. Il trend è in netto miglioramento dal 2020, in quanto sono passate da 45 a 70 le società che pubblicano informazioni ESG qualitative e che presentano un orientamento alla sostenibilità. Rispetto al settore di attività, dallo studio emerge come le imprese dell’Aim attive nel settore della moda (Fashion & Luxury), dell’Health Care, dell’Energy & Utility e dell’Industria, mostrino un più avanzato orientamento alla sostenibilità, mentre Finanza e Media & Communications presentino una minore sensibilità al tema. Volendo fare un confronto con l’orientamento alla sostenibilità di realtà più strutturate, possiamo tranquillamente trarre la conclusione che le PMI italiane non abbiano nulla da invidiare ad esse. Molte, infatti, mostrano già al proprio interno un certo livello intrinseco di sostenibilità. Il fattore decisivo che va a svantaggio delle piccole imprese italiane riguarda, invece, il grado di comunicazione delle informazioni non finanziarie verso l’esterno, che riesce a rendere visibile il valore di una realtà attraendo così sempre più investitori istituzionali.