Accordo Opec: Iran non ci sta, petrolio fa un tonfo di almeno il -3%

29 Novembre 2016, di Daniele Chicca

Sui mercati continua la fase di ribassi del petrolio: in vista della riunione dell’Opec di Vienna di domani, i prezzi sono scesi ai minimi dell’ultima settimana, accusando un calo di più del 3%. L’Iran non vuole partecipare al taglio dei livelli di produzione. Il nemico storico dell’Arabia Saudita, ha inoltre proposto in una lettera inviata al cartello che i sauditi riducano la produzione a 9,5 milioni di barili al giorno.

A ridurre l’appeal della materia prima tra gli investitori sono dunque le prospettive per allontanarsi dello sperato riequilibrio tra offerta e domanda di petrolio. L’Iran ha detto che lascerà invariati i livelli di produzione di barili, sulle soglie decise all’ultima riunione di Algeri. Teheran è stato quindi formalmente esentata dal taglio di produzione che verrà concordato domani all’atteso vertice dell’Opec, il cartello dei paesi maggiori esportatori di greggio. L’eccesso di offerta è una delle ragioni fondamentali per cui il petrolio attraversa da due anni e mezzo una fase ribassista.