2018 positivo per il lusso, settore cresce del 6% fino a 260 miliardi
Nel 2018 il mercato del lusso ha segnato un valore di 260 miliardi, con un tasso di crescita intorno al 6%. E’ quanto emerge dagli aggiornamenti del Monitor Altagamma sui mercati mondiali, realizzato da Bain & Company in collaborazione con Altagamma, e dall’Altagamma Consensus 2019, elaborato da dieci con il contributo degli analisti internazionali.
Nel primo trimestre del 2019, si legge nel dossier, continua la performance positiva. Due i fattori chiave che hanno dato una spinta al settore, ovvero ‘Cina’ e ‘turismo in crescita in Europa.
Per l’anno in corso, le previsioni parlano di una crescita a tassi costanti del +4/6% a quota 271-276 miliardi e vengono confermate le aspettative nel lungo termine, pari al +3-5% a tassi costanti nel 2025.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.